VIDEO PER STARTUP

by Giu 15, 2020comunicazione video

Le produzioni video per Startup devono combattere contro un elemento maligno e potentissimo, il tempo.

Se Brand e Aziende possono strutturare la loro strategia video long term e progettare una produzione multi output che abbracci uno o più anni, le startup, quasi sempre, devono raggiungere l’obiettivo in tempi molto più brevi. Devono quindi progettare mini funnel molto rapidi o video che al loro interno contengono più finalità.

Quali sono le finalità a cui un video per startup deve rispondere?

Prima di tutto deve interessare, deve colpire il pubblico di riferimento.
Poi deve mostrare un soggetto credibile.
Nella sua idea, nel suo processo e nel suo team.
Infine deve dare corpo e numeri all’idea mostrandone la fattibilità.

Non sempre però può fare tutte queste cose contemporaneamente.

Se la startup partecipa ad una presentazione davanti ad una platea di Business Angel dovrà riuscire con un video ad attirare l’attenzione del pubblico, dovrà posizionarsi rispetto ai video dei competitor che verranno proiettati prima o dopo il suo e dovrà riuscire nell’arduo compito (per tutti stavolta startup, brand, o aziende) di creare un legame con chi guarda il video.
Spesso non avrà a disposizione più di 180 secondi, a volte molti meno.

Non ci sarà quindi il tempo (ancora lui) di spiegare nel profondo le caratteristiche del prodotto o dell’idea.

Se invece la startup fa partire un’attività di crowdfunding per l’attivazione della sua idea o per l’acquisto di parte delle sue quote, il mini funnel da strutturare partirà da un video “gancio” da lanciare sui social in cui si presenta il problema, continuerà con un video esplicativo del prodotto/servizio sulla pagina di atterraggio del gestore della raccolta fondi e vedrà in parallelo, ai lati, vari output in cui si presenta il team, si intervistano alcuni utenti che hanno provato il prodotto/servizio o si mostrano i dati numerici dell’operazione.

Solo alcuni grandi maestri Jedi riescono a riassumere tutte queste finalità in solo video prodotto. Partiamo con l’esempio di chi ce l’ha fatta

La campagna di Fidget Cube partiva con un obiettivo di 15.000 dollari e riuscì ad arrivare a quasi 6 milioni e mezzo. Grazie al video?! Beh … ovviamente non solo, ma sicuramente il video gli ha dato una gran mano.

Il video fino ai primi 90 secondi non mostra nè parla mai del prodotto.
Si presenta come un mokumentary, un finto documentario su un problema che affligge moltissimi di noi, la smania di dover giocherellare con le mani.

Questa parte è il famoso “gancio” che citavamo prima.

Se volessimo tagliare il video in parti tematiche potremmo dire che i primi 76 secondi sono l’intrattenimento.

Poi c’è una parte in voiceover che potremmo chiamare la promessa che arriva fino a 02:20.

Quindi una presentazione del Team e dulcis in fundo, la spiegazione del prodotto.

Tutto in uno.
Bravi bravi.

Queste 4 parti sono declinabili anche in output singoli.

Un primo video Intrattenimento, divertente o emozionante, qualcosa che crei attenzione, qualcosa che sia ricordabile, un video soprattutto che presenti il problema e lo faccia risuonare in tutti quei soggetti che lo possono sentire come vicino.

Questo primo video sarà fatto girare in diversi formati sui social per acchiappare pubblico.

Un secondo video promessa per chi atterra sulla vostra landing page o sul sito del crowdfunding, in cui viene spiegato il modo in cui la nostra proposta risolverà il problema presentato nel primo video.

Infine a corredo di questi due video, altri output che con format diversi presenteranno il team, le specifiche tecniche, i risultati raggiunti….

Un altro esempio di video per startup declinabile in un solo output o scomponibile alla bisogna in più parti è il nostro video per FamilyNation:

Anche qui potete ritrovare le diverse parti del video.
L’intrattenimento, la promessa, la presentazione del Team, i numeri del successo.

Per Family Nation abbiamo creato questa video presentazione per il crowdfunding promosso da Mamacrowd che ha portato nelle casse del Brand oltre 500 mila euro di capitale, a fronte di un obiettivo di raccolta di 80 mila.

video produzioneNon c’è una parte del video che domina sulle altre ma c’è sicuramente una parte che velocizza il processo di acquisizione e combatte il grande nemico che abbiamo presentato ad inizio articolo, il tempo.

L’intrattenimento aiuta il Brand a entrare in risonanza con il suo pubblico.

Offre all’utente uno scambio alla pari, regala emozioni, divertimento o riflessione e chiede in cambio un po’ di attenzione.
Uno degli errori più gravi per una startup è di pensare che la sua idea, il suo servizio, la novità che porta, sia talmente figa da non aver bisogno di offrire qualcosa all’utente per farlo interessare alla visione.

Purtroppo la verità è che siamo talmente bombardati di novità tutti i giorni sui social da non poterci aspettare che l’ennesimo prodotto riesca ad acchiapparci solo con una spiegazione.
La parte di intrattenimento è la chiave per svoltare la vostra comunicazione e per posizionarsi rispetto ai competitor.

Pensiamo al video Family Nation: l’intro narrativo ha il duplice scopo di far sorride l’utente e di targettizzare uno specifico tipo di famiglie che riconoscendo nella narrazione brillante può trovare nel brand un ottimo punto di acquisto di prodotti etici, belli, fatti bene.

Se avessimo iniziato il video con la presentazione dell’e-commerce e dei suoi prodotti la soglia di attenzione dei nostri clienti sarebbe stata bassissima in confronto a quella che abbiamo ottenuto da utenti (non ancora clienti) che semplicemente si sono guardati 90 secondi di una storia e solo dopo hanno deciso se gli interessava abbastanza da andare avanti.

Abbracciare poi una narrazione brillante comunica già, ad una prima visione, molto del tuo brand. Il modo con cui si fa il video racconta chi siete.

Ricordatevi quindi, il tempo si combatte e si sconfigge con l’intrattenimento e con la creatività.

Quindi la prossima volta che volete iniziare il vostro video con l’intervista al CEO, fate un respiro e poi… chiamate noi 😉

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