“To Humans, from Florence” in tutte le lingue del mondo (o quasi)

by Mag 22, 2020videoproduzione

Al momento in cui scrivo questo articolo il nostro video ha raggiunto quasi 650mila persone, con più di 70mila interazioni, 6mila condivisioni, oltre 300mila visualizzazioni singole di cui 8mila su instagram e oltre 55mila su youtube.

Lo potete rivedere qui e contribuire anche voi a far crescere questi numeri 😉

Grazie per la vostra visualizzazione, qui però non voglio parlarvi dei numeri del video ma delle sue lingue e delle storie dietro le traduzioni.

Tante voci ma una sola lingua? Si e no… 

Quando abbiamo pensato questa creatività sapevamo, per tanti motivi e alcuni li spiego qui , che poteva essere un video che avrebbe raggiunto tante persone, ma non potevamo sapere quante, né dove. 

La nostra idea è sempre stata di avere un solo voiceover, in italiano, primo perché abbiamo coinvolto 13 persone tra attori, attrici e speaker per registrare le voci delle statue e non avevamo né le forze né i contatti per farlo anche in un’altra lingua e secondo perché la storia era a Firenze, era di Firenze e a parlare, in ultima analisi era proprio Firenze e quindi avrebbe parlato in italiano, anche con qualche inflessione dialettale.

Ma con il solo Italiano non potevamo garantire la fruibilità del contenuto fuori dal nostro paese, noi volevamo farlo e quindi abbiamo deciso di affiancare i sottotitoli, prima in inglese, poi a seguire in spagnolo, francese, tedesco, portoghese, ungherese, cinese semplificato, lituano, russo, cinese tradizionale, giapponese e latino … si anche latino, non si sa mai.

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Come tutto questo sia stato possibile è una domanda che a volte mi faccio ancora, incredulo di fronte a tutto l’aiuto e l’entusiasmo che abbiamo raccolto intorno a questo progetto. Qui di seguito vi racconto le storie dietro le lingue e le persone che ci hanno aiutato, tutto rigorosamente in ordine cronologico.

INGLESE 

La necessità dei sottotitoli in inglese è nata assieme al progetto, da quella voglia di dare al video uno slancio che andasse al di là della città ma che partisse dalla città. 

Per questo il titolo è in inglese, e non solo perché è più figo, ma perché l’inglese è una lingua ponte, che tutti più o meno conosciamo.

L’inglese è anche la lingua di The Florentine, the English News Magazine in Florence , una realtà con cui abbiamo avuto più volte il piacere di collaborare e che abbiamo individuato da subito come “la porta” che poteva portare il video a un pubblico di Florence lovers. 

Ne abbiamo parlato con Giovanni Giusti, uno dei fondatori e vice direttore di The Florentine, che si è da subito offerto di aiutarci. La traduzione in inglese, e anche la scelta finale del titolo portano la firma di Helen Farrell, editor in chief del magazine.

Non ringrazieremo mai abbastanza Giovanni, Helen e tutta la redazione perchè è anche grazie a loro, alla loro condivisione sulla pagina facebook che sul nostro post sono iniziati ad arrivare commenti in altre lingue.

La pallina iniziava a rotolare sul piano inclinato ma ancora con qualche frenata… 

SPAGNOLO

Il lancio stampa del progetto ha dato grandi risultati, grazie allo splendido lavoro di Lorenzo Galli Torrini e della sua agenzia. Il video è stato ripreso dai media locali, ricondiviso sui loro social e siti web, ha avuto un lancio Ansa, è finito sull’home page del Corriere.it ed è stato ripreso da Agencia EFE una delle principali agenzie in lingua spagnola

Vedere per credere!

Il video è finito sui principali quotidiani on line spagnoli, sono stato intervistato RTVE  e la notizia è volata fino in Sud America.

Sono iniziati così anche i commenti in spagnolo, a cui abbiamo risposto, perché avevamo un asso nella manica, io ho studiato spagnolo all’università ma l’asso non è questo.

Sofia Quercetti, una delle colonne dello studio e per sua stessa nomina “problem solver” in tutte le nostre attività è nata a Junín, provincia di Buenos Aires, Argentina.

Avevamo quindi lo spagnolo? No ancora no.

Scopriamo infatti della sempre viva e frizzante diatriba tra lo spagnolo della Spagna o Castigliano e dello spagnolo del Sud America, a volte un po’ diverso, a me è sempre rimasto impresso che banana in Argentina si dice banana ma a Madrid si dice plátano. 

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Noi le cose vogliamo farle per bene così Sofia ha chiesto aiuto a Mara Barroso Villaescusa, sua amica di Algeciras, provincia di Cadice, nella splendida Andalusia, che però vive a Firenze.

E così abbiamo avuto la traduzione scritta da un’argentina e corretta da un’andalusa, ci sembrava quindi valevole di essere caricata su Youtube per tutti gli spagnoli del mondo.

FRANCESE

Il francese arriva così, quando meno te lo aspetti, un giorno di scrive su facebook Elisa Acciai , guida turistica che lavora in città e che ne scrive in francese dal suo blog .

Elisa ci dice che il video le è piaciuto e che ci dona volentieri la traduzione.

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Noi accettiamo ben felici ma sempre decisi a cercare di fare il meglio possibile.

Coinvolgiamo quindi con gentil richiesta di aiuto Mattia Donati, Art director @ Lander Project, fantastico graphic designer e illustratore, il mio miglior amico Italo-Francese, nonché unico amico italo-francese che ho.

Mattia accetta e coinvolge sua sorella Caterina nonché Giuliano Milani che ci aiuta nella consulenza letteraria, il video ha infatti alcune citazioni di personaggi e opere che vanno tradotti come si deve, secondo loro.

Arrivano anche i commenti in francese e rispolveriamo i nostri studi scolastici e il sempre caro google translate per rispondere.

TEDESCO

Mio fratello Mirko vive a Berlino, quindi dovrebbe essere facile, ma mio fratello “parla tedesco come un turco” … sono parole sue, quindi non posso approfittarne.

Mia moglie ha una cara amica tedesca, Astrid Kaifer, che ci aiuta con la traduzione. Ma c’è un problema, le nostre deliziose tastiere non ospitano le tanto deliziose punteggiature germaniche, quindi ce la rimanda con scritto ae al posto di ä , oe al posto di ö , ue al posto di ü e ss al posto di ß (la seguendte frase è ottenuta grazie a un copia e incolla infatti).

Nella fase di traduzione ci sentiamo spesso via whatsapp e ci sono momenti per me esilaranti come la domanda in delizioso accento tedesco “cosa solo le pertiche dei renaioli”? 

Ecco detta così non è immediata da spiegarsi.

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Per ovviare ai problemi di tastiera e per coinvolgere qualcun altro, già che ci siamo scrivo a Maurizio, amico di Dusseldorf, di mille estati passate insieme in Toscana, che ora vive con sua moglie Dana a Zurigo.

Ci aiutano con piacere, con la promessa di aiutarci a diffonderlo, e così facciamo un altro felice e divertente passo avanti, con la domanda “cosa sono le pertiche dei renaioli?” sempre vicina.

PORTOGHESE

Come era capitato per il francese un giorno ci scrive Lene Moreira.  Lene è brasiliana di Rio de Janeiro, laureata in lingue, guida turistica abilitata e insegnante di portoghese.

Però ci risiamo, portoghese brasiliano? Facendoci una risata sopra, anche con Lene che sa che le cose vanno così, scrivo all’amico Bruno Cunha, lui portoghese portoghese e a Helena Fogaça amica brasiliana che ora sta a Barcellona.

Bruno si offre di revisionare la traduzione di Lene per farla tornare portoghese, Helena dà il suo placet a un buon compromesso che metterà d’accordo Portogallo e Brasile.

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UNGHERESE 

Reka Sumegh è un’amica bella, brava e fantastica nel fare la pasta fresca, guardate qui.

Il video le piace tanto e così ci presenta Eva Legeny  che fa la guida turistica a Firenze.

Ci lanciamo in questa nuova traduzione a andiamo avanti felici e sulla fiducia dato che l’ungherese in studio non lo conosce nessuno 🙂

CINESE (semplificato ovviamente)

Torniamo in studio. Antonio Suraci, il nostro filmmaker viaggiatore è nato a Pellaro, una frazione di Reggio Calabria; anche Giovanna Surace è nata di Pellaro, sono vicini di casa e hanno cantato anche nel coro assieme.

Giovanna parla e scrive in cinese per lavoro e per studi e Antonio la convince ad aiutarci.

Lapo Tanzj  è una nostra conoscenza di Impact Hub (il coworking dove noi come studio viviamo) e lavora con la Cina. Ci presenta Fei, una sua collega cinese che ci fa i complimenti per il video e i complimenti a Giovanna per la traduzione.

E anche questa è fatta!

LITUANO

Quando fai video conosci sempre tanta gente che fa foto. Ma con Matteo e Dovile ci siamo conosciuti a ballare Lindy Hop. Matteo e Dovile sono una bravissima coppia di fotografi il loro progetto si chiama Medisproject . Medis in lituano significa albero, se volete conoscere perché si chiamano così fate un salto sul loro sito.

Dovile ci aiuta con la traduzione e coinvolge la sua amica Ieva Mažeikaitė Frigerio per darci una mano, ovviamente quando ci arriva la traduzione anche qui andiamo sorridenti e fiduciosi. 

Sapete che la Lituania è per un terzo coperta da foreste? Che il lituano è una delle lingue più antiche del mondo? E che i lituani hanno anche la miglior connessione internet al mondo?

Beh ora lo sapete.

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RUSSO

Un giorno sul post di Facebook arrivano questi commenti:

Sono entrambi magnifici, parole belle e poetiche, piene d’amore, solo che quelle sotto, sarà per via dell’alfabeto Cirillico, ci rimangono un po’ ostiche nella comprensione delle sfumature.

Per fortuna Elisa lavora assieme a Olga Tsypkovskaya, kazaka di nascita e fiorentina d’adozione che ci aiuta con la traduzione, ci chiede che cosa sono le pertiche e cosa sono i renaioli (ma stavolta eravamo preparati) e poi ci manda tutto chiedendoci se la traduzione va bene.

La risposta è si 🙂

Lingue ancora in fase di lavorazione: 

Cinese tradizionale

Ad Impact Hub tutti siamo amici di Ignazio e dovreste diventarlo anche voi che leggete queste righe, non so in che modo, ma vi farebbe bene, ve lo giuro. Ignazio è sposato con Joley, e Joley è di Taiwan. E’ sempre stata molto gentile con noi, ci ha già aiutato in passato e ci aiuta anche stavolta, ma il cinese tradizionale come tutte le cose belle e complesse richiede tempo.

Giapponese

L’aiuto con la lingua del sol levante ci arriva da Ayako Nakamori, stilista e designer che abbiamo conosciuto in un progetto di formazione realizzato da Manifattura Tabacchi di Firenze (MT Social District), dove io e Niccolò facevamo gli insegnanti.

Ayako ci aiuta per dimostrarci che sa il giapponese. Essendo di Osaka non avevamo molti dubbi. Ma il suo buonumore è contagioso e così ridiamo e andiamo avanti.

Riusciremo anche a capire cosa ci hanno scritto qui, ma soprattutto cosa ha risposto Niccolò, che comunque è stato in viaggio di nozze in Giappone e quindi ci fidiamo.

LATINO

Questa new entry, bellissima e inaspettata, arriva dall’incontro, sempre ad Impact hub e sempre con lo zampino di Ignazio, con Giampiero Marchi di www.grecolatinovivo.it

Parliamo di comunicazione, della sua attività con il centro nazionale di studi classici e dei video che sviluppano, li trovate qui ed alcuni sono davvero esilaranti, no non sono professori che leggono le traduzioni delle superiori.

Giampiero e Yuri Borges Loyola in meno di 24 ore ci regalano la traduzione, c ercando di inserire richiami dalla letteratura classica, ci sono citazioni catulliane all’intero, ma anche loro cadono sulle pertiche dei renaioli, ora pertica è pertica anche il latino ma i renaioli?

Giampiero e Yuri recuperano quindi la parola “arenarios” con riferimento a coloro che raccoglievano la rena dai fiumi. In fondo i renaioli, prima di accompagnare i turisti sull’Arno facendoli passare sotto e non sopra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, si occupavano appunto di recuperare la rena dal fiume, scavavano appunto delle buche nel letto dell’Arno. 

Da qui anche il modo di chiamarli Bucaioli. C’è anche il detto fiorentino “bucaioli c’è le paste” che parla di loro e della loro alimentazione, la storia la trovate qui .

La storia delle traduzioni, per ora si ferma qui.

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Conclusioni

Abbiamo imparato che:

  • quando fai qualcosa di bello le persone ti aiutano volentieri:
  • il mondo è pieno di lingue bellissime e a noi sconosciute:
  • il mondo è piccolo e la legge dei gradi di separazione esiste:
  • i renaioli sono poco conosciuti e questo è un peccato, ma possiamo aiutarli a rimediare.

Vuoi aiutarci anche tu? Sei Olandese? Norvegese? Islandese? della Papua Nuova Guinea?

Qualunque sia il tuo paese e la lingua che parli sei umano e questo video si chiama To Humans, from Florence perché vorrebbe arrivare a tutti gli umani, appunto.

Se ti va di darci una mano e raccontarci una storia scrivimi a [email protected]

E aiutaci a risolvere l’enigma polacco!

 

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