Non vergognatevi se vi piace lavorare

by Feb 20, 2020vita da videomakers

Non so se capita anche a voi. Io vengo scherzato di continuo da amici e parenti perché fuori dall’orario di lavoro … continuo a lavorare.

Non è una posa da Gordon Gekko o un obiettivo che ho schedulato nel mio quaderno dei sogni, non mi sveglio alle 06:00 per “far esplodere il mio potenziale” e di certo non vivo per lavorare.

Però.
Semplicemente.
Mi piace il mio lavoro.

Faccio, fortuna mia, un lavoro molto creativo e posso quindi considerare attività connesse al mio lavoro tutti quei momenti in cui leggo un libro, guardo un film, ascolto un podcast, vado ad una mostra, ma anche quelli in cui faccio una passeggiata al mattino e mi fermo un’oretta a guardare le persone che prendono la tramvia (è un’idea di allenamento molto allargata, lo so)

Non sto però parlando di Quei momenti.

Io parlo proprio della produzione video. Di leggere le statistiche e gli articoli, guardare tutti i video che escono ogni momento e soprattutto di produrre video anche quando … niente mi obbligherebbe a farlo.

Sono poi convintamente contrario agli orari di lavoro troppo lunghi e rigidi (questo sembrerebbe un controsenso, ma ora ve lo spiego meglio).

In Riprese Firenze nessuno ha un orario di entrata o di uscita. Abbiamo tutti delle consegne da rispettare e condividiamo un orario con intelligenza che ci spinge a stare tutti insieme in ufficio … diciamo in un tempo che va dalle 08:30 (io) alle 20:00 (Sofia), ma senza una Chiama precisa.

Pensavo a tutto questo quando mi sono accorto che non sono solo.

Sono in buona compagnia con moltissimi colleghi che condividono la passione per questo lavoro e soprattutto sono in buona compagnia dentro lo Studio. Molti di noi spesso durante l’anno prendono ferie per fare video. Non siamo strani, siamo videomaker.

E se chiedete ad altri colleghi, moltissimi vi racconteranno le stesse storie. Prima che questo diventasse un lavoro, per tutti è stato una passione. Nessuno inizia fatturando (se qualcuno lo ha fatto presentatemelo, lo assumo).

Tutti ci muoviamo inizialmente tra il desiderio di raccontare una storia per immagini e le difficoltà di riuscirci senza che nessuno metta il cash. Con gli anni, a tanti problemi iniziali trovi rimedi creativi, e a volte decidi che è giusto investire soldi anche in una passione che, meraviglia delle meraviglie, ti fa lavorare durante le vacanze.

I know. Non proprio delle volpi questi videomaker.

Pensavo questo mentre mi accorgevo che in Studio ci sono ottimi esempi di questa caratteristica tafazziana che vi sto raccontando.

Sofia, la nostra Project Manager

Mentre scrivo sta volando con un drone sopra un lago azzurrissimo, sperduta nelle terre guatemalteche dove, insieme a Nuanda Sheridan, altro soggettone di famiglia nello Studio, firmerà la regia di un documentario sulla vita di Maria Feliciana Ujpan Mendoza, una guida spirituale riconosciuta dallo stato.

Si chiamerà Fely: Historia de una guía espiritual maya

Sofia ha preso ferie.
23 giorni di ferie per essere esatti.
Mica bruscolini.
Non per svaccarsi al sole in spiaggia né per bere Mojito al Nano Verde (se non sei toscano non puoi capire)
Ha preso ferie per lavorare.
E qui sotto vi mostro che la cosa sta producendo belle cose.

Altro giro altra corsa.

Matteo, l’Art Director

Prende ferie di lavoro più brevi – un giorno ogni settimana – perché si è flippato con un nuovo progetto in storytelling (una brutta malattia da cui non riesce a guarire): Storie di Firenze

Antonio, il nostro Filmaker giovincello

Questo Natale ha preso ferie e ha biecamente prelevato dallo Studio vuoto l’attrezzatura che potete vedere nei primi frame del video. Il risultato è questo splendido piano sequenza che condisce gli auguri di Natale più originali del 2019.

Io ormai sono vecchio e i figli sono subentrati alla mia passione (un modo elegante per dire che non trovo il tempo) ma qualche anno fa nel vigore della mia libertà (un modo elegante per dire che senza figli avevo più tempo) prendevo una volta l’anno i miei 20 giorni di ferie per scappare a Fontem in Camerun, dove tra molti progetti di cooperazione seri (non miei), producevo anche queste perle video, destinate ad un’attività di comunicazione per le adozioni a distanza.

Morale della favola.

Non irridete più i vostri amici videomaker e fotografi. Non accostateli ai rabbiosi broker della city che si fanno di RedBull e lavorano 16 ore al giorno (non fatelo anche perché gli amici videomaker e fotografi sovente non guadagnano come i rabbiosi broker di cui sopra e l’accostamento potrebbe sì, allora, renderli rabbiosi)

Essi lavorano anche quando non dovrebbero, ma solo perché … a loro piace.

E questa amici miei è una grande grande fortuna se ci pensate bene.

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